Ganzirri, il Peloro e lo Stretto di Messina
Il sito della riviera Nord di Messina, da Paradiso a Rodia

Ganzirri, Torre Faro, Capo Peloro: splendide località turistiche situate nella cuspide nord-orientale della Sicilia, dove sembra lentamente riemergere dalle acque la lunga catena appenninica. E’ un luogo di grande fascino, sempre immerso in una straordinaria luce. Confusa fra terra e acque, con i singolari laghetti di Ganzirri, la sua estremità individua la linea di demarcazione fra Tirreno e Ionio, vicinissima alla costa calabra e caratterizzata dall’alto metallico traliccio, entrato a far parte del paesaggio. Due litorali ne definiscono i margini, il primo sulle rive dello Stretto dove si allunga l’abitato di Messina, l’altro, a nord, presenta le spiagge più densamente popolate d’estate. Sui colli, vecchi casali conservano talvolta inimmaginati tesori d’arte.

La Torre Cariddi di Ganzirri
Articolo pubblicato online il 18 settembre 2007
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Ganzirri è villaggio situato a 8 Km dal centro di Messina. Tra i villaggi rivieraschi è il più caratteristico, incastonato com’è tra le degradanti propaggini dei monti Peloritani, i laghi omonimi, il mar IONIO e la splendida visione paesaggistica dello stretto di Messina.
Ganzirri il cui toponimo deriva probabilmente dall’arabo "Gadir" ( stagno, Palude) offre oltre alle bellezze paesaggistiche, specialità culinarie e spunti di riflessione e di tutela etno antropologico legati alla tradizione dello sfruttamento dei beni naturali con le attività di pesca e molluschicoltura, unici nel comprensorio, senza forzature e, almeno fino a ieri, in un rapporto dialettico con l’ambiente naturale.
Ganzirri oggi è densamente abitata e il boom edilizio, ha sovvertito l’aspetto caratteristico del villaggio facendo perdere irrimediabilmente alcuni stili architettonici del passato.
Oggi orribili cubi di cemento armato hanno sostituito il barocco, il neoclassico, il liberty del paese.

Di antichissimo resta la TORRE CARIDDI.

La Torre sorge in località Farau in via Marina in un ambiente densamente abitato. Anticamente sorgeva isolata "in bassa Marina" . Presenta una base circolare con leggera rastrematura all’apice sormontata da una merlatura di recente costruzione che conferisce alla struttura una forma cilindrica. Alta circa 7 metri dal livello stradale, si accede da due portali uno a nord-est per mezzo di una scaletta in muratura di recente costruzione, l’altra a sud-ovest. Nella parte nord un incavo, fa pensare ad un argano che comandava un ponte levatoio che metteva in comunicazione la torre ad un molo di attracco. All’interno una colonna circolare, sostiene una volta a botte anulare; una botola mette in comunicazione con il piano sottostante per mezzo di una scala in pietra, questo ambiente probabilmente serviva da magazzino merci. Alla terrazza si accede per mezzo di una scala a due rampe ricavata nello spessore del muro portante. Secondo le ricerche effettuate sembra che la torre sia stata costruita intorno al 1400 come da cronache del Villabianca, Spannocchi, Camilliani ed è della stessa tipologia della torre BIANCA o MAZZONE posta tra il Pantano piccolo e il mar Tirreno (1405). Esistono relazioni del Camilliani e dello Spannocchi in cui, nel 1579, sollecita la costruzione o la ricostruzione di una torre di guardia e di avvistamento in luoghi " ove si svolgono attività commerciali di una certa importanza" . Si ricorda che il presidio della torre contava ben undici soldati. E ancora: " importi farsi una torre, prima perché sopra questa riviera ci è il casale del Faro, che può passar molto pericolo senza una guardia simile, perché i corsari essendo di transito.....e trovando il lido sprovvisto di guardie potrebbe cader loro in pensiero di fare qualche correria essendo tanto lontano dal soccorso della città sì come detto sopra. Et perché oltre che sarà di grandissimo terrore, o disturbo al nemico, servirà grandemente per la rispondenza dei segnali, quali ne’ tempi fosesi nebbia..."
La torre quindi, ha un’importanza storica non indifferente se, ce lo auguriamo, possa essere annoverata come torre di guardia coeva al "casale di Faro" che molto probabilmente risale al II/III SE. d.C .
Si dovrebbe tutelarla adibendola a museo etno antropologico di arti e mestieri locali e rendendola fruibile agli studenti e ai turisti come patrimonio culturale di Messina e della Sicilia.
(In atto la torre viene custodita da un abitante della zona e funge da deposito di nasse fabbricate dallo stesso.)

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