Ganzirri, il Peloro e lo Stretto di Messina
Il sito della riviera Nord di Messina, da Paradiso a Rodia

Ganzirri, Torre Faro, Capo Peloro: splendide località turistiche situate nella cuspide nord-orientale della Sicilia, dove sembra lentamente riemergere dalle acque la lunga catena appenninica. E’ un luogo di grande fascino, sempre immerso in una straordinaria luce. Confusa fra terra e acque, con i singolari laghetti di Ganzirri, la sua estremità individua la linea di demarcazione fra Tirreno e Ionio, vicinissima alla costa calabra e caratterizzata dall’alto metallico traliccio, entrato a far parte del paesaggio. Due litorali ne definiscono i margini, il primo sulle rive dello Stretto dove si allunga l’abitato di Messina, l’altro, a nord, presenta le spiagge più densamente popolate d’estate. Sui colli, vecchi casali conservano talvolta inimmaginati tesori d’arte.

Aspetti geologici e di stabilità per il Ponte sullo Stretto di Messina
Articolo pubblicato online il 10 agosto 2007
Ultima modifica il 23 novembre 2009
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Il versante calabrese interessato dalla costruzione del Ponte
sullo Stretto di Messina è costituito da terrazzi marini
tirreniani, poggianti su magmatiti, considerato stabile da
vari ricercatori.

Il documento allegato, del Prof. Guerricchio A. ed il ricercatore Dott. Ponte M. , pubblicato sul Giornale di Geologia Applicata 3 (2006) 83-90 propone una interpretazione completamente differente circa le condizioni del versante, che è stato coinvolto in un’antica grande deformazione
gravitativa profonda in epoca pleistocenica, che ha
provocato il decadimento delle caratteristiche meccaniche
dei terreni. Essa è evidenziata da corpi basculati,
rigonfiamenti e profonde rotture trasversali al versante
stesso, nonché da variazioni altimetriche della linea di costa
tirreniana.

La scarpata della DGPV (deformazione gravitativa
profonda di versante) è una rottura "a forbice" , nella
quale è molto probabile che le tensioni che l’hanno causata
siano ancora attualmente concentrate nella sua porzione
meridionale, proprio nell’area in cui andrà a ricadere la torre
del ponte dal lato Calabria.

In ogni caso, non si può escludere che questa DGPV non
abbia riesumato la preesistente superficie di una faglia
diretta, dalla quale la DGPV deve essere distinta sia per
modalità di movimento che per la risposta sismica.
Verifiche di stabilità condotte per la sezione in asse
ponte forniscono fattori di sicurezza di poco superiori
all’unità in condizioni statiche ed inferiori all’unità in
condizioni pseudostatiche.

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