Ganzirri, il Peloro e lo Stretto di Messina
Il sito della riviera Nord di Messina, da Paradiso a Rodia

Ganzirri, Torre Faro, Capo Peloro: splendide località turistiche situate nella cuspide nord-orientale della Sicilia, dove sembra lentamente riemergere dalle acque la lunga catena appenninica. E’ un luogo di grande fascino, sempre immerso in una straordinaria luce. Confusa fra terra e acque, con i singolari laghetti di Ganzirri, la sua estremità individua la linea di demarcazione fra Tirreno e Ionio, vicinissima alla costa calabra e caratterizzata dall’alto metallico traliccio, entrato a far parte del paesaggio. Due litorali ne definiscono i margini, il primo sulle rive dello Stretto dove si allunga l’abitato di Messina, l’altro, a nord, presenta le spiagge più densamente popolate d’estate. Sui colli, vecchi casali conservano talvolta inimmaginati tesori d’arte.

Mari e coste
Articolo pubblicato online il 5 agosto 2007
Ultima modifica il 16 marzo 2009
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Capo Peloro (l’estrema punta orientale dello Sicilia) divide i due mari, Tirreno e Ionio, che lambiscono le coste dello stretto, un tratto di mare (circa tre chilometri) che separa la Sicilia dallo Calabria. Ganzirri si affaccia sulla bassa e sabbiosa costa ionica meta ambito di bagnanti.

Le acque dello Stretto, solcate da navi e imbarcazioni da pesca, sono caratterizzate da correnti molto forti. Le cause delle correnti di marea vanno ricercate nella forma ad imbuto dello stretto e nella differenza di livello tra lo Ionio e il Tirreno. A causa di queste particolari condizioni idrodinamiche si verifica un richiamo d’acqua dalle grandi profondità e quindi lo spiaggiamento della fauna abissale; probabilmente l’aspetto mostruoso di alcuni esemplari "abissali" contribuì a creare fantastici mostri mitologici locali come i leggendari Scilla e Cariddi quest’ultimo venne collocato in prossimità di Capo Peloro.

Proprio qui è facile osservare lo scorrere dei quattro refoli lungo la riva o il ribollire delle acque inghiottite dal gorgo.
Purtroppo la posa dei frangiflutti ha attenuato di molto lo spiaggiamento e la possibilità di raccolta della fauna abissale.

Alla Fata Morgana, sorella di Re Artù, è attribuito il fenomeno ottico dello stretto che fa sembrare la Sicilia cosi vicina tanto da poter/a toccare con le mani.

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