Ganzirri, il Peloro e lo Stretto di Messina
Il sito della riviera Nord di Messina, da Paradiso a Rodia

Ganzirri, Torre Faro, Capo Peloro: splendide località turistiche situate nella cuspide nord-orientale della Sicilia, dove sembra lentamente riemergere dalle acque la lunga catena appenninica. E’ un luogo di grande fascino, sempre immerso in una straordinaria luce. Confusa fra terra e acque, con i singolari laghetti di Ganzirri, la sua estremità individua la linea di demarcazione fra Tirreno e Ionio, vicinissima alla costa calabra e caratterizzata dall’alto metallico traliccio, entrato a far parte del paesaggio. Due litorali ne definiscono i margini, il primo sulle rive dello Stretto dove si allunga l’abitato di Messina, l’altro, a nord, presenta le spiagge più densamente popolate d’estate. Sui colli, vecchi casali conservano talvolta inimmaginati tesori d’arte.

"CON AMORE A PADRE ANTONINO CUTUGNO"
Articolo pubblicato online il 14 febbraio 2010
Stampare logo imprimer

La Giunta municipale, riunitasi a palazzo Zanca, ha deliberato di prorogare al 31 gennaio l’entrata in vigore delle modifiche dei diritti di segretaria per le pratiche urbanistiche per le istanze presentate ancora in formato cartaceo, nel previsto periodo transitorio 1 gennaio - 31 marzo 2010.L’atto di indirizzo era stato esitato dalla Giunta del sindaco, on. Giuseppe Buzzanca, il 17 luglio dello scorso anno, con le modalità di presentazione della documentazione in formato digitale per le richieste di concessione edilizia, autorizzazione, Dia, opere interne, valutazione incidenza ecologica, verifica Sic o Zps, conformità, abitabilità, agibilità ed altri atti amministrativi del dipartimento attività edilizie.La Giunta ha poi approvato l’intitolazione della piazzetta antistante la chiesa S. Nicolò Di Bari (ndr. nota anche come S. Nicola o Santa Nicola) a Ganzirri, al sacerdote Antonio Cutugno (1920 - 1998), parroco del villaggio sin dagli anni ’60, di cui tra 11 giorni ricorrerà il dodicesimo anniversario della scomparsa.

"Con amore a Padre Antonino Cutugno"
Domenica 31 gennaio 2010 nel 12° anniversario della morte del parroco più buono, più umile, più colto, è stata dedicata la piazzetta antistante la chiesa di San Nicola al nome del compianto Don Antonino Cutugno. Una folla commossa ha partecipato alla cerimonia dell’intitolazione. Erano presenti autorità civili e militari. Accanto alle sorelle e ai nipoti, c’erano tutti quegli ex giovani che hanno vissuto, amato, imparato, goduto la sua grande umanità e il suo insegnamento di dedizione e di amore estremo per Nostro Signore Gesù. Con affetto i tuoi ex ragazzi. 

 
Ringrazio la possibilità,
in un momento così importante, bello e solenne, di fare una breve presentazione dell’amato Padre Antonino Cutugno conosciuto da me e da tanti di voi, fin dall’infanzia. Non posso esprimere tutta la ricchezza spirituale del suo essere sacerdote, ma certamente posso testimoniare quello che ho raccolto dal suo cuore perché egli stesso me ne ha fatto dono. "In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto." (Gv 12,24) era la frase di Gesù che l’amato Padre Cutugno ripeteva spesso a me ed a tutti gli amici che vicini a lui, lavoravamo per la comunità. Un’immagine di Gesù su cui basò la sua vita ed il suo essere "sacerdote" . La ripeteva spesso, accompagnato da quell’altro suo dire che "bisogna amare il sacrificio nella vita perché solo attraverso il sacrificio possiamo risorgere." Il mondo tende a dispensare l’uomo da ogni fatica, da ogni sacrificio, da ogni rinunzia e sofferenza. Ma il sacrificio è la condizione irrinunciabile per conseguire qualsiasi risultato umano, (nel matrimonio, nel lavoro, nello studio...nella vita!) quindi bisogna amarlo." Il caro Padre Cutugno sapeva che in quella parabola di Gesù c’era il segreto della vita, della sua vita, della nostra vita. Sapeva che non ci poteva essere gioia nel vivere senza amore donato e non ci poteva essere risurrezione senza morte e si preoccupava perchè noi lo capissimo. Ci insegnava che chi si aggrappa al proprio egoismo ed alle illusioni umane: potere, successo, ricchezza .., era destinato ad un’esistenza sterile, chiusa. Chi, invece, sapeva dimenticare se stesso e offriva con amore la propria vita, se la sarebbe ritrovata in pienezza. Il valore di una vita è legato a ciò che si dona e nel farsi dono non farsi scoraggiare dalle delusioni perchè quel progetto di fratellanza universale, di pace, di unità che fù di Gesù, "Suo" e che insegnava a tutti noi, era impegnativo, da "eroi" sosteneva. "Il regno dei cieli lo rapiscono quelli che fanno violenza" nel proprio intimo, aggiungeva, per essere sempre più conformi a Gesù. Nonostante tutto attorno non mi parla di amore "io continuerò ad amare" diceva, anche se costa sacrificio, rinunzia, lotta contro le nostre passioni. Ma sappiamo che solo seguendo questa via noi realizziamo noi stessi ed il progetto di Dio."Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto." (Gv 12,24). E’ stato lui quel chicco di grano, per tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo da vicino fin da bambini. Ci definiva, pieno di gioia e cura pastorale, "la piccola comunità" . Ha condiviso tutto di noi. Diceva che eravamo la sua vita. Si è caricato dei nostri problemi delle nostre ansie, delle nostre sofferenze. Si è fatto con noi compagno, amico, padre ... donandoci amore, incoraggiamento, fiducia, speranza e consolazione. In una parola si è fatto "uno con noi", facendosi carico di quanto ci era di peso nella vita, alleggerendoci. La sua casa era aperta a tutti ed era di tutti. Dando, con fiducia, le chiavi per accedervi personalmente esprimeva la sua familiarità. Ha provato, la solitudine, come Gesù, nella malattia, che lo portava in luoghi solitari, che quando stava bene amava trovare perché "nel silenzio" , ci diceva, si incontra Dio. Provò l’incomprensione, ma tirò dritto per la sua strada, quella che gli aveva indicato Gesù: l’Amore. "Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto." (Gv 12,24) Oggi, dopo una vita seminata per amore e con amore ne vediamo i frutti: laici impegnati seriamente come operatori pastorali, ad oggi presenti in questa comunità, ministri istituiti ed ordinati, ministri straordinari della comunione ad oggi presenti in questa comunità, sposi stabilmente uniti in matrimonio in una società che conosce la crisi, spirito di fraterna amicizia fra tutti coloro che sono cresciuti attorno a lui, gratitudine per l’opera compiuta nelle varie comunità dove è stato pastore umile e fedele....... Grazie, Padre Cutugno per esserti fatto chicco di grano per tutti noi; il Signore ti dia gloria per la santa opera che hai svolto diac. Saverio Falcone

Forum
Rispondere all’articolo

evento a venire

Non di evento a venire


Sito realizzato con SPIP
con il modello ESCAL-V3
Versione: 3.79.33