Ganzirri, il Peloro e lo Stretto di Messina
Il sito della riviera Nord di Messina, da Paradiso a Rodia

Ganzirri, Torre Faro, Capo Peloro: splendide località turistiche situate nella cuspide nord-orientale della Sicilia, dove sembra lentamente riemergere dalle acque la lunga catena appenninica. E’ un luogo di grande fascino, sempre immerso in una straordinaria luce. Confusa fra terra e acque, con i singolari laghetti di Ganzirri, la sua estremità individua la linea di demarcazione fra Tirreno e Ionio, vicinissima alla costa calabra e caratterizzata dall’alto metallico traliccio, entrato a far parte del paesaggio. Due litorali ne definiscono i margini, il primo sulle rive dello Stretto dove si allunga l’abitato di Messina, l’altro, a nord, presenta le spiagge più densamente popolate d’estate. Sui colli, vecchi casali conservano talvolta inimmaginati tesori d’arte.

Chiesa S. Maria Assunta
Articolo pubblicato online il 13 febbraio 2009
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CHIESA SANTA MARIA ASSUNTA

Il terremoto del 1908 distrusse tutte le chiese del casale del Faro. La più importante era la parrocchiale, dedicata all’Assunta. Costruita nel quartiere Cusolito nel 1600, aveva una struttura a tre navate ed era nobilitata da una grande tela del Tuccari raffigurante la Titolare.
Mons. Francesco Alizio, che la officiò per 18 anni, ne dà, nel suo libro, un’ampia descrizione.
Negli anni che seguirono il terremoto, così come in gran parte dei territori devastati, anche in questa zona le funzioni parrocchiali furono celebrate in una baracca.
L’attuale chiesa fu costruita nell’arco di tre anni: dal 1932-1934.
Molte furono le difficoltà per la riedificazione nello stesso sito di quella distrutta. Nel 1909, infatti, il Genio Civile di Messina si era pronunziato contro l’affidabilità di quel terreno, dichiarandolo inadatto. Soltanto dopo approfonditi accertamenti geologici e geosismici, eseguiti dal direttore dell’Osservatorio geodinamico di Messina Prof. G. Rizzo, fu finalmente concesso il nulla osta.

Il progetto fu realizzato dell’Ing. Augusto Potestà, mentre l’esecuzione fu affidata all’impresa Giovanni Sofi. Il costo dell’opera fu di £ 1.116.000, di cui £. 42.000 per l’ampliamento dell’area, spesa gravante sulla "CONVENZIONE del 1928".
La struttura odierna mantiene approssimativamente le dimensioni del precedente edificio: 28 m. di lunghezza, oltre le absidi, per 18,80 m. di larghezza (5,40 + 8,00 + 5,40). L’altezza è di 13.30 m. nella navata centrale e 7,80 m. nelle laterali.
Sorge su di una platea generale in calcestruzzo ed è costruito secondo le direttive antisismiche del tempo, con montanti e correnti di cemento armato, intelaiati in modo da formare una solida gabbia, cui sono agganciate anche le colonne divisorie delle navate.
I tampognamenti sono di mattoni pieni nei muri perimetrali e vuoti in quelli della navata centrale. La copertura è sostenuta da incavallature, arcarecci e listelli di legno sia nella navata centrale che in quelle laterali.
I controsoffitti sono di lamiera stirata, rinforzata, intonacata e decorata a quadri fondi con rosoni.
Una torretta merlata, poco più alta della chiesa fa da campanile. Sotto il quadrante dell’orologio era riportata un’epigrafe:
"MORTAL CHE PASSI ALZA GLI SGUARDI E TREMA QUANTO TEMPO IO QUI SEGNO IN TE SI SCEMA".
Il prospetto frontale presenta elementi decorativi sui portali d’ingresso alle tre navate, arricchiti di mosaici nelle lunette, un rosone traforato al centro e cornicioni sostenuti da mensolette e archetti.

Opere d’arte

L’interno è decorato da affreschi e da quadri:

- Incoronazione della Vergine nella calotta (del pittore messinese G. Russo);

-  figure degli Apostoli all’impostazione degli archi sulle colonne (G. Russo);

-  grande tela che riproduce l’Assunta del Tiziano all’Altare Maggiore (G. Russo);

- la Presentazione di Gesù al tempio (G. Russo);

- l’Addolorata (G. Russo);

- S. Filippo d’Agirà (G. Russo);

-  palliotto di marmo intarsiato del sec. XVII;

-  Santi Cosma e Damiano, tela di ignoto del sec. XVIII;

-  la "Pietà", attribuita a Giovanni Fulco, (1605-1674);

-  interessanti, soprattutto dal profilo storico, una colonna datata 1170 e un capitello corinzio proveniente dal lago di Ganzirri;

-  nella piazzuola antistante la chiesa, statua di S.Filippo, protettore del casale;

Fonti:

- Storia, arte, tradizioni nelle chiese dei Casali di Messina (Giuseppe Foti) Grafo editor srl
;
- Un paese distrutto (Alizio Moms. Francesco) Arti grafiche messinesi
;
- Della storia di Sicilia, deche due (Tommaso Fazello Siciliano)

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