Ganzirri, il Peloro e lo Stretto di Messina
Il sito della riviera Nord di Messina, da Paradiso a Rodia

Ganzirri, Torre Faro, Capo Peloro: splendide località turistiche situate nella cuspide nord-orientale della Sicilia, dove sembra lentamente riemergere dalle acque la lunga catena appenninica. E’ un luogo di grande fascino, sempre immerso in una straordinaria luce. Confusa fra terra e acque, con i singolari laghetti di Ganzirri, la sua estremità individua la linea di demarcazione fra Tirreno e Ionio, vicinissima alla costa calabra e caratterizzata dall’alto metallico traliccio, entrato a far parte del paesaggio. Due litorali ne definiscono i margini, il primo sulle rive dello Stretto dove si allunga l’abitato di Messina, l’altro, a nord, presenta le spiagge più densamente popolate d’estate. Sui colli, vecchi casali conservano talvolta inimmaginati tesori d’arte.

I Laghi di Ganzirri e Torre Faro
Articolo pubblicato online il 12 giugno 2007
Ultima modifica il 15 giugno 2007
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Sicuramente i luoghi più suggestivi della litoranea nord sono proprio i due laghetti di Ganzirri e Torre Faro, in realtà esisteva fino al XIX secolo anche un terzo laghetto il Pantano di Margi che venne poi bonificato dai Borboni.

Anche qui non mancano le leggende, infatti il Lago grande di Faro a causa della sua profondità ha dato vita alla leggenda della città di Risa, una antica cittadina inabissatasi proprio in queste acque improvvisamente e con tutti i suoi abitanti, e di cui, secondo la Leggenda, in particolari condizioni si possono ancora vedere le antiche mura e a mezzanotte sentire il rintocco delle campane.....

Proprio per verificare queste teorie e spinti da curiosità si fecero alcune immersioni e si recuperarono anfore bizantine, pare si ritrovarono anche i resti di una antica imbarcazione, e da qui la possibilità che sia il Lago di Torre Faro che di Ganzirri fossero uniti al mare da canali.

Oggi, in effetti, i Laghi sono direttamente collegato al mare grazie a canali fatti costruire dagli inglesi attorno al 1830, vi è il canale catuso che è coperto ed è situato nella zona sud del lago, l’altro è chiamato Due Torri è scoperto e si trova nella zona nord. Il lago piccolo comunica direttamente con il Mare Tirreno attraverso il Canale degli inglesi e con lo stretto di Messina mediante il Canale Faro o Canalone.

Ma la storia forse meno conosciuta riguarda il Pantano Margi che ormai non esiste più perché bonificato dai Borboni. Alcuni ritrovamenti archeologici confermano la presenza di un antico tempio pagano dedicato al Dio del mare Nettuno, per potere giungere al tempio bisognava fare un tragitto ben preciso all’interno del lago, e, se qualcuno se ne fosse discostato sarebbe stato inghiottito dalle acque. Alcune colonne del tempio furono utilizzate per costruire le navate del Duomo di Messina, altre furono ritrovate tra le due guerre.

La gente del posto sembra essere legata proprio da una antica tradizione al mare e ai suoi protettori, se una volta vi sorgeva il Tempio dedicato a Nettuno con la diffusione del Cristianesimo e ancora tutt’oggi il Santo patrono è San Nicola di Bari protettore delle genti di mare.

Purtroppo i Laghi a causa dell’ inquinamento hanno subito delle alterazioni e a volte versano in cattive condizioni a causa dell’incuria. Si è tentato di riqualificare la zona con alcuni interventi tipo "il percorso naturalistico", ma ciò non è stato sufficiente probabilmente a causa degli interventi di manutenzione e di pulizia che invece di essere delle operazioni ordinarie e continuative sembrano essere delle attività "straordinarie".

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